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Parco naturale del Marguareis

Per la prima visita, scegli un versante.

Informazioni

Per la prima visita, scegli un versante. La Valle Pesio offre l’approccio più semplice, con la Certosa di Pesio e Pian delle Gorre ai piedi dei sentieri per il Rifugio Garelli. Carnino, nell’alta Val Tanaro, propone un altro ingresso nel massiccio, attraverso la Gola della Chiusetta verso il Rifugio Don Barbera. Sono escursioni da fare in giornate diverse, con accessi stradali e impegno differenti. Non serve raggiungere una vetta per tornare a casa soddisfatti. Scopri una guida da campo interattiva per questo luogo con l’app Snappit.

Queste valli sono da tempo paesaggi abitati e lavorati. La Certosa, fondata nel 1173, ha influenzato la gestione dei boschi e l’agricoltura della Valle Pesio; il pascolo in quota, le vie del commercio del sale e, più tardi, le strade militari hanno lasciato altre tracce sulle montagne. Sentieri e costruzioni d’alpeggio raccontano questa storia, che invita a guardare oltre l’idea di una natura mai toccata dall’uomo. La tutela del parco è iniziata nel 1978. Dal 2016 il Marguareis condivide l’ente di gestione con le Alpi Marittime, pur restando un parco naturale distinto. [Scopri la storia culturale del parco](https://www.parcomarguareis.it/conosci-il-parco/cultura).

Cosa fare qui

Parti da una domanda semplice: quanta salita vuoi fare? Per una breve uscita tra bosco e picnic, resta nei dintorni di Pian delle Gorre; per camminare più a lungo senza salire in alta montagna, scegli il sentiero naturalistico della Certosa. All’anello del Garelli dedica invece una giornata intera. Chi è allenato e parte da Carnino può scegliere il Don Barbera come meta. Se ti interessa soprattutto la geologia, porta la guida del Geotour lungo un itinerario adatto alle tue capacità: le tappe numerate si possono visitare anche singolarmente, senza percorrere tutto il giro.

Informazioni stagionali

Informazioni verificate il 19 ottobre 2026: il gestore del Don Barbera ha annunciato la fine del servizio con personale il 18 ottobre, prima della data riportata nel precedente riepilogo del parco. Non contare su pasti o pernottamento con servizio senza una nuova conferma. Il Garelli indica l’apertura nei fine settimana di ottobre su prenotazione, meteo permettendo. La pagina iniziale del Pian delle Gorre, senza data, dichiara l’apertura quotidiana: chiedi conferma per il giorno che ti interessa. Prima di partire, consulta l’[avviso del Don Barbera](https://www.rifugiodonbarbera.eu/it/2026/09/16/chiusura-stagione-2026/) e le [informazioni sulle aperture del Garelli](https://www.rifugiogarelli.com/il-rifugio).

Accessibilità

La radura di Pian delle Gorre è la scelta più semplice per una visita breve, quando la strada di accesso è aperta. Richiede meno sforzo, ma non è stato verificato un percorso interamente privo di gradini. Il sentiero della Certosa presenta due brevi tratti ripidi e sassosi; gli itinerari in montagna comportano salite prolungate. Se viaggi con una sedia a rotelle o un ausilio per la mobilità, chiedi prima al rifugio o al parco informazioni sul fondo e sulle pendenze tra parcheggio e tavoli, e sulla disponibilità di servizi igienici accessibili.

Da non perdere

1

Il passaggio dalle abetine alle pareti calcaree sopra il Garelli

2

Il sentiero naturalistico da percorrere in autonomia tra la Certosa e Pian delle Gorre

3

Il borgo in pietra di Carnino e la stretta Gola della Chiusetta

4

Le tappe geologiche per capire il paesaggio sotto i tuoi piedi

Passeggiate e itinerari

Dalla Certosa a Pian delle Gorre: un primo incontro con il bosco

Il sentiero naturalistico segnalato parte dalla Certosa e segue sentieri e piste nel bosco accanto al Pesio, con pannelli esplicativi lungo il cammino. Una diramazione facoltativa raggiunge il recinto dei cervi di Canavere, poi si ricongiunge al percorso per Pian delle Gorre. La scheda ufficiale indica 4,1 km, 248 metri di salita e circa due ore per il tragitto di andata descritto: aggiungi il tempo necessario per tornare. È una buona scelta se cerchi i piccoli dettagli della valle più che un panorama dall’alto. Segui la descrizione ufficiale del sentiero naturalistico.

Due brevi tratti ripidi e acciottolati interrompono sentieri e piste nel complesso più agevoli. Non è un percorso dal fondo regolare adatto a passeggini o sedie a rotelle.

Dalla Certosa a Pian delle Gorre: un primo incontro con il bosco

Anello del Garelli: boschi, calcare e piante alpine

Da Pian delle Gorre, l’anello pubblicato sale passando per Sestrera sottano nel Vallone del Marguareis, costeggia il laghetto, raggiunge il Garelli e scende nel Vallone di Sestrera. Il bello è proprio il cambiamento degli ambienti: dal bosco chiuso si passa alle pareti rocciose e ai pascoli aperti. I dati ufficiali sono 11,8 km, 1.023 metri di salita e cinque ore di cammino. Dedica all’escursione una giornata intera di montagna, calcolando sei o sette ore con le pause. Se preferisci una salita più breve, il rifugio descrive anche l’accesso diretto da Sestrera. Consulta la scheda ufficiale dell’anello.

La difficoltà ufficiale è media, con una salita prolungata e tratti ripidi in discesa. Servono allenamento e passo sicuro: non è una semplice passeggiata per andare a pranzo.

Anello del Garelli: boschi, calcare e piante alpine

Da Carnino al Don Barbera: un altro versante del massiccio

Parti a valle di Carnino superiore e attraversa il borgo in direzione della Gola della Chiusetta. Superato lo stretto passaggio, il paesaggio si apre sui pascoli delle Selle di Carnino; la salita prosegue poi fino al Don Barbera, a 2.079 metri. La descrizione dell’itinerario del parco indica 1 ora e 20 minuti fino alla gola e un’altra ora e 5 minuti fino al rifugio: circa 2 ore e 25 minuti in salita, con tutta la discesa ancora da fare. Scegli il rifugio come punto in cui tornare indietro, senza considerare Punta Marguareis un’aggiunta automatica. La descrizione ufficiale comprende sia la salita al rifugio sia il successivo, distinto tratto verso la vetta.

È un’escursione con una salita significativa su sentieri di montagna, tra pendii soleggiati e terreno roccioso. Per procedere con un ritmo tranquillo, metti in conto un’intera giornata.

Da Carnino al Don Barbera: un altro versante del massiccio

Geotour: scegli le tappe adatte alla tua escursione

Il Geotour aiuta a leggere il paesaggio: come i sedimenti siano diventati montagne e come acqua e ghiaccio le abbiano rimodellate. I suoi 15 punti di osservazione numerati seguono soprattutto il Giro del Marguareis e le sue varianti, con alcune tappe lungo l’Alta Via del Sale. Ogni punto si può visitare indipendentemente dagli altri: scegli quelli lungo un itinerario che sei già in grado di affrontare. La carta-guida dedicata è più utile che improvvisare un giro partendo da un elenco di punti. Chiedila ai punti informativi del parco o ai rifugi, oppure segui il collegamento all’editore nella pagina ufficiale del Geotour.

Le spiegazioni geologiche accompagnano itinerari di montagna: non si tratta di un sentiero tutto facile o accessibile. La difficoltà dipende dal tratto scelto.

Geotour: scegli le tappe adatte alla tua escursione

Un primo fine settimana senza fretta

Dedica il primo giorno alla Certosa e a un’uscita nel bosco, lasciando abbastanza tempo per il ritorno a piedi e una sosta a Pian delle Gorre, se i servizi sono aperti. Per il secondo giorno, con bel tempo, scegli l’anello del Garelli se la salita è alla tua portata. Se invece soggiorni nell’alta Val Tanaro, sostituisci questa giornata in montagna con la salita da Carnino al Don Barbera. Non cercare di unire entrambe le escursioni in quota in un solo giorno.

Attività da provare

Lascia il drone nello zaino

Far volare un drone per svago non è un’attività da aggiungere liberamente alla visita. Le norme pubblicate dall’ente vietano l’uso dei droni senza autorizzazione, e i permessi sono limitati a finalità professionali. Goditi il panorama da terra.

Se le montagne scompaiono tra le nuvole

Rimanda l’escursione in quota a un altro giorno. La Certosa è un modo per continuare a conoscere la storia della valle: il parco indica visite su richiesta, quindi concorda l’accesso con il monastero invece di presentarti senza accordi. Se la visita non è disponibile, mantieni flessibili i programmi nella bassa valle. L’ingresso di una grotta o un sentiero ripido verso una cascata non sono alternative sensate quando la pioggia intensa peggiora le condizioni. Organizza una visita alla Certosa.

Fauna, flora e habitat

Capriolo

Il capriolo è l’emblema del parco. Osserva in silenzio i margini del bosco, senza aspettarti che un animale compaia proprio quando lo cerchi.

Camoscio

Il camoscio vive sui versanti aperti della montagna. Con un binocolo puoi osservarlo dal sentiero, senza seguirlo su terreni ripidi.

Cervo

Nel parco i cervi vivono anche liberi, mentre quelli del recinto di Canavere sono animali gestiti. Tieni distinte le due esperienze.

Marmotta alpina

In estate, un fischio d’allarme può rivelare una marmotta alpina nei pascoli. Osservala da lontano e non offrirle cibo; in inverno va in letargo.

Lupo

Il lupo è tornato spontaneamente in queste valli. È una presenza importante nella loro storia, ma incontrarlo durante una normale escursione è molto improbabile.

Picchio nero

Nel bosco, oltre a cercare il picchio nero con lo sguardo, prova ad ascoltarlo. Non avvicinarti alle cavità e non usare richiami registrati per attirare gli uccelli.

Abete bianco

L’abete bianco caratterizza gran parte del paesaggio della Valle Pesio. Sono foreste vive, con una lunga storia di gestione, non boschi rimasti estranei all’intervento umano.

Faggio comune

Anche il faggio comune fa parte di questi boschi, con molti popolamenti segnati dai tagli a ceduo del passato. I cambiamenti stagionali della chioma rendono piacevole una passeggiata nella bassa valle anche oltre la stagione escursionistica estiva.

Storie e curiosità

Dove va l’acqua?

Il calcare si scioglie lentamente nell’acqua, aprendo fessure e passaggi sotterranei. Qui questo processo si sovrappone all’azione degli antichi ghiacciai, e il paesaggio in superficie conserva tracce di entrambe le trasformazioni. Gli altopiani chiari e apparentemente asciutti e le sorgenti a valle fanno parte dello stesso sistema di acque. Puoi capire il carsismo anche restando all’aperto, senza entrare in una grotta. Leggi l’introduzione del parco alla geologia.

Una visita botanica che aiuta a capire e conservare

L’incontro tra influenze alpine e mediterranee, insieme alla varietà dei suoli e all’esposizione dei versanti, contribuisce alla diversità delle piante del parco. Vicino al Garelli, le stazioni botaniche Bicknell e Danilo Re permettono di dedicare una parte dell’escursione alla conoscenza e alla conservazione della flora. Comprendono collezioni curate: la presenza di una pianta con un cartellino non dimostra che cresca spontanea ovunque nei dintorni. Chiedi al Garelli informazioni sulle visite guidate e resta sui percorsi indicati all’interno delle stazioni. Visite botaniche al rifugio.

Quando andare

Acqua in primavera e limiti invernali

Il Pis del Pesio è una cascata stagionale, in genere attiva per un breve periodo durante lo scioglimento della neve: non è detto che scorra per tutta l’estate. Informati sulla portata e sulle condizioni del sentiero prima di farne la meta principale. In inverno, le nevicate possono portare alla chiusura della strada asfaltata Certosa–Pian delle Gorre per pericolo di valanghe. Il parco descrive un accesso alternativo da Villaggio d’Ardua, ma questo non significa che un percorso innevato sia sicuro. Prima di usarlo, chiedi indicazioni aggiornate sul posto e assicurati di avere l’esperienza necessaria per muoverti in ambiente invernale.

Come arrivare e consigli pratici

Pasti, pernottamenti e parcheggi

Pian delle Gorre è una comoda base nella parte bassa della valle, con rifugio e area picnic. Chiedi al gestore conferma dei pasti, dei servizi igienici e degli eventuali costi di tavoli e parcheggio. Il tariffario pubblicato dal parco si riferisce ancora alla stagione 2025 e non va usato come garanzia dei prezzi attuali. Per dormire al Garelli o al Don Barbera durante il periodo di gestione, prenota direttamente e comunica le esigenze alimentari prima di salire. Porta comunque qualcosa da mangiare, anche se conti di pranzare in rifugio. Gestore del Pian delle Gorre.

Scegli la valle prima di partire

Per la Valle Pesio passa da Chiusa di Pesio e dalla Certosa, in direzione di Pian delle Gorre. Per Carnino percorri l’alta Val Tanaro passando da Ponte di Nava e seguendo la strada verso Viozene e Upega. Il parco indica Cuneo o Mondovì come stazioni ferroviarie di riferimento per la Valle Pesio, e Ceva per la Val Tanaro. Le informazioni estive del 2026 segnalano la linea di autobus 43, che attraversa Chiusa di Pesio e raggiunge la Certosa: prima di farci affidamento, verifica gli orari per la tua data e l’ultima corsa di ritorno. Non dare per scontato che un autobus arrivi a Pian delle Gorre o a Carnino. Informazioni ufficiali su come arrivare.

Fonti e link utili

Fauna che potresti avvistare

8

Ogni scheda rimanda a una pagina Esplora completa con foto, caratteristiche e curiosità.

Mappa delle osservazioni di questo luogo

Inizia dalla panoramica, poi ingrandisci per esplorare le singole osservazioni della fauna nei dintorni.

Caricamento della mappa…

Informazioni utili prima della visita

Per un’escursione in montagna porta acqua e cibo: il simbolo di un rifugio sulla carta non garantisce un servizio aperto o la possibilità di riempire la borraccia.

Scarica la descrizione ufficiale dell’itinerario prima di partire e porta una carta escursionistica adatta. Non affidarti alla copertura del telefono per orientarti.

Consulta le [previsioni di Arpa Piemonte](https://www.arpa.piemonte.it/bollettino/previsioni-meteorologiche), gli ultimi avvisi del parco e i consigli del rifugio. Torna indietro se le condizioni superano la tua esperienza.

Scegli calzature con una buona aderenza e porta indumenti caldi e impermeabili, anche se a valle la temperatura è mite.

Osserva gli animali in silenzio dal sentiero. Lascia al loro posto fiori, rocce e fauna, e riporta a casa tutti i rifiuti, anche i più piccoli.

Se porti un cane, scegli un itinerario autorizzato, tienilo al guinzaglio e porta una museruola da usare quando necessario. Consulta l’elenco dei percorsi del parco prima di decidere dove camminare.

Domande frequenti

Non c’è un biglietto generale d’ingresso al parco né un unico cancello di accesso. Le limitazioni stradali, le tariffe dei parcheggi e i servizi a pagamento sono questioni separate. I confini e le restrizioni locali valgono anche dove non si vede una barriera. Le [domande frequenti del parco](https://www.areeprotettealpimarittime.it/visit/faq) spiegano come funziona.
Gli avvistamenti di fauna selvatica non sono mai garantiti. Il recinto dei cervi di Canavere è una struttura gestita: osservare quegli animali è diverso dall’incontrare cervi liberi. I lupi hanno ricolonizzato il parco spontaneamente, ma sono estremamente elusivi. Anche senza avvistarne uno, potresti camminare nel loro habitat.
I sistemi sotterranei sono terreno per la speleologia e richiedono competenze specifiche. Il percorso geologico si svolge in superficie e non dà accesso a una grotta turistica. Non entrare in una cavità solo perché si trova accanto a un sentiero: chiedi al parco informazioni sull’accompagnamento specialistico adatto e sugli eventuali requisiti di accesso.
Usa le aree destinate al campeggio. Le norme specifiche del parco consentono il bivacco notturno sopra i 1.500 metri, da un’ora prima del tramonto a un’ora dopo l’alba. È una possibilità di sosta notturna con limiti precisi, non un’autorizzazione a campeggiare per più giorni. Controlla prima le [norme in vigore](https://www.areeprotettealpimarittime.it/visit/norme-di-comportamento) e le eventuali restrizioni locali.
Non dare per scontato che una linea tra le montagne corrisponda a una strada pubblica liberamente percorribile. La strada militare Limone–Monesi ha un accesso motorizzato stagionale e regolamentato. Per l’escursione descritta qui, parti a piedi da Carnino; se vuoi percorrere la strada in quota, organizza quella visita separatamente e consulta le regole aggiornate del gestore.

Osservazioni recenti in questo luogo

Le osservazioni recenti appariranno qui man mano che ne verranno aggiunte.

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