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Parco naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero

Sopra le valli dell’Ossola, i lariceti lasciano spazio ai pascoli aperti, alle rocce modellate dai ghiacciai e ai valichi d’alta quota.

Informazioni

Sopra le valli dell’Ossola, i lariceti lasciano spazio ai pascoli aperti, alle rocce modellate dai ghiacciai e ai valichi d’alta quota. È una montagna abitata e vissuta: prati da sfalcio, borgate in pietra e caseifici estivi convivono con zone umide e habitat della fauna selvatica. Il Devero è l’approccio più flessibile, soprattutto se nel gruppo ci sono esigenze diverse quanto a lunghezza delle camminate. Il Veglia ripaga la salita con un’ampia conca che sembra lontana dalle strade del fondovalle. In entrambi i casi, la bellezza del lago all’arrivo non basta a valutare l’impegno dell’escursione. Porta con te una guida da campo: identifica uccelli, piante e animali durante la visita con Snappit.

Il Veglia divenne parco nel 1978 e il Devero nel 1990; le due aree furono riunite nel 1995. I ghiacciai hanno modellato le conche, ma anche l’uomo ha contribuito a creare i paesaggi aperti che si vedono oggi. Al Veglia, i ritrovamenti archeologici nei pressi di Cianciavero testimoniano una presenza umana molto più antica: un accampamento temporaneo di cacciatori mesolitici, datato intorno alla metà dell’VIII millennio a.C.

Cosa fare qui

Dedica la giornata a una conca, senza cercare di vedere tutto. Al Devero puoi percorrere la piana, proseguire verso Crampiolo oppure affrontare il giro completo di Codelago. Al Veglia, prima di aggiungere l’anello della conca, considera anche la salita di accesso. Il percorso in quota verso Pianboglio e la Bocchetta d’Arbola richiede invece una giornata più lunga e un’adeguata attrezzatura da montagna.

Informazioni stagionali

L’accesso abituale al Veglia è esposto alle valanghe in inverno e non è un normale itinerario turistico invernale. Al Devero si praticano attività sulla neve, ma questo non rende i giri estivi dei laghi o i valichi d’alta quota semplici passeggiate invernali. Prima di partire, verifica l’innevamento e le condizioni del percorso scelto.

Accessibilità

Per una visita con mobilità ridotta, la piana del Devero è la prima possibilità da approfondire. Il circuito progettato per l’accessibilità segue piste in terra battuta, ma vanno verificati caso per caso il collegamento dal parcheggio, lo stato del fondo e i servizi igienici accessibili. Un dislivello minimo non garantisce una visita interamente priva di barriere.

Da non perdere

1

Il giro dei prati del Devero e la borgata in pietra di Crampiolo

2

Le sponde boscose di Codelago, con un tratto effettivamente esposto lungo il giro completo

3

Le borgate della conca del Veglia e il suo Lago delle Streghe

4

I lariceti modellati da generazioni di pascolo estivo

Passeggiate e itinerari

Devero: il facile giro della piana

Il Sentiero per tutti compie il giro della piana passando per Ai Ponti, Pedemonte, Alsone, Giavina e Cantone. Il parco indica 2,5 km, appena 10 m di dislivello in salita e 40 minuti di cammino. Prevedi più tempo per le tappe didattiche e per goderti il paesaggio dei prati. La visita si svolge nell’area contigua, circondata dalle montagne del parco.

Il percorso, su piste in terra battuta, è stato progettato pensando anche all’accessibilità motoria e sensoriale. Verifica con il parco le condizioni attuali del fondo, il trasferimento dal parcheggio e le eventuali necessità di assistenza; non dare per disponibili le attrezzature multimediali descritte in passato.

Devero: il facile giro della piana

Devero: il giro completo di Codelago

Segui il percorso VisitOssola indicato nei collegamenti, dal parcheggio attraverso Cantone e Crampiolo, con la deviazione al Lago delle Streghe, e poi attorno al Lago di Devero, chiamato anche Codelago. Il ritorno passa da Crampiolo e, a scelta, da Corte d’Ardui o dalla pista. Questa specifica variante misura 13 km, con 319 m di dislivello in salita e un tempo di cammino pubblicato di 3 ore e 35 minuti. Con le soste, riserva l’intera giornata. Devero e Crampiolo sono tratti nell’area contigua, prima di entrare nel paesaggio del parco lungo il lago.

È un anello su sentieri di montagna, non un percorso per passeggini o sedie a rotelle. La sponda occidentale, fra Larecchio e il fondo del lago, presenta tratti esposti con una cordina di sicurezza. La dimestichezza con i sentieri stretti conta più del dislivello complessivo contenuto.

Devero: il giro completo di Codelago

Da Ponte Campo all’Alpe Veglia

Raggiungi Ponte Campo passando da Varzo e San Domenico, poi sali a piedi lungo la pista di accesso chiusa da una sbarra fino alla conca. Il consorzio locale indica circa 400 m di dislivello e 1 ora e 30 minuti per la salita. Sono dati riferiti alla sola andata, prima di qualsiasi passeggiata al Veglia. La pista è utilizzata da mezzi autorizzati; i normali visitatori non possono percorrerla in auto.

Si tratta di una salita continua lungo una pista di montagna. L’ampiezza della conca all’arrivo non implica un accesso facile o fruibile in autonomia da persone con mobilità ridotta.

Da Ponte Campo all’Alpe Veglia

Veglia: borgate e Lago delle Streghe

Una volta nella conca, il circuito VisitOssola parte da Porteia, raggiunge Cornù passando dalla fornace della calce, quindi attraversa Ponte e Aione fino al Lago delle Streghe, per tornare da Cianciavero. L’anello pubblicato misura 5,3 km, con 185 m di dislivello in salita e 1 ora e 30 minuti di cammino, lungo F10, F10b e F30. È un bel modo per scoprire come borgate, pascoli e acqua compongano il paesaggio, senza puntare a una cima.

Il circuito è descritto come un’escursione facile, ma segue comunque sentieri e richiede calzature da montagna. I dati non comprendono la salita da Ponte Campo né la discesa di ritorno.

Veglia: borgate e Lago delle Streghe

Oltre Codelago: Pianboglio e la traversata dell’Arbola

La storica Via Arbola prosegue oltre Codelago fino al Lago di Pianboglio, poi sale alla Bocchetta d’Arbola e scende in Svizzera verso Binn. Per gli escursionisti esperti è un cambio di prospettiva: si lasciano alle spalle gli accessi più frequentati e si affronta una traversata attraverso un valico d’alta quota. La tappa regionale dal Devero fino a Binn misura 21,04 km, con 778 m di salita, 1.008 m di discesa e un tempo di cammino pubblicato di sette ore. Sono i dati della tappa di sola andata, non di un’escursione di andata e ritorno a Pianboglio.

Per escursionisti allenati e attrezzati, con il trasporto o il pernottamento già organizzato all’arrivo. Il percorso attraversa tratti esposti lungo il lago e raggiunge i 2.409 m. Tornare indietro da Pianboglio è un programma diverso, per il quale occorre calcolare separatamente i tempi.

Oltre Codelago: Pianboglio e la traversata dell’Arbola

Una prima giornata al Devero, senza fretta

Comincia dalla piana e decidi quanto proseguire quando tutti sono ancora riposati. Crampiolo è una tappa naturale per le case in pietra e, quando le attività sono aperte, per mangiare o acquistare prodotti caseari. Se le condizioni e le energie lo consentono, raggiungi l’estremità più vicina di Codelago e torna per l’accesso segnalato. Non serve trasformare una piacevole giornata fra borgata e lago nel giro completo delle sponde. Porta con te la scheda ufficiale del percorso e una buona carta escursionistica.

Una giornata intera al Veglia, oppure una notte prenotata

Parti abbastanza presto da goderti la salita, senza dover correre. Raggiunta la conca, scegli l’anello delle borgate e lascia tempo per una sosta prima di scendere. Pernottare permette di vivere con più calma anche la mattina successiva, ma prenota e attendi una conferma esplicita: arrivare a un rifugio stagionale non significa avere un letto disponibile.

Attività da provare

Per la mountain bike c’è un itinerario consentito specifico

Non dare per scontato che tutti i sentieri escursionistici siano aperti alle biciclette. La guida regionale indica il Grande Est di Devero come itinerario su sentiero consentito dal regolamento del parco, oltre alle strade carrabili ammesse dalle norme. È un percorso per esperti, con tratti sconnessi, ripidi ed esposti e punti in cui occorre spingere o portare la bici. Consulta la descrizione aggiornata del Grande Est, dai la precedenza a chi cammina e verifica le limitazioni temporanee.

Fotografare e osservare gli animali con calma

Un riflesso nel lago, il margine di un lariceto o il rapporto fra tetti in pietra e pascoli possono dare una fotografia più interessante di uno scatto frettoloso in vetta. Resta sui sentieri dal fondo resistente, non calpestare i terreni umidi per cercare un’inquadratura e lascia distanza agli animali. Gli avvistamenti sono una possibilità, mai una tappa garantita della giornata.

Scegliere un programma più breve

Con pioggia debole e condizioni stabili, una breve visita nei dintorni dell’abitato del Devero, con attrezzatura adeguata, può essere preferibile al giro di un lago. In caso di temporali o forte maltempo, rimanda l’escursione in montagna. Se il Museo dell’Alpeggio è aperto, può arricchire una visita breve; altrimenti organizza una giornata a valle, senza contare su un edificio stagionale chiuso per trovare riparo.

Fauna, flora e habitat

Stambecco

Gli stambecchi tornarono al Veglia–Devero dalle vicine colonie svizzere, dopo che precedenti liberazioni non erano riuscite a creare una popolazione stabile. Gli zoccoli sono adattati a fare presa sulla roccia. Osserva i versanti lontani con il binocolo e lascia che siano gli animali a scegliere la distanza.

Camoscio

I camosci condividono queste montagne con gli stambecchi. Distinguere un animale fra le rocce può richiedere pazienza: fermati a osservare, senza aspettarti un incontro ravvicinato a ogni uscita. Non seguirne mai uno lungo il pendio.

Marmotta alpina

Le marmotte sono altre abitanti delle montagne del parco. Osservale con pazienza dal sentiero, senza dar loro cibo, avvicinarti alle tane o usare richiami per attirarle.

Larice comune

Il larice è l’albero che caratterizza questi boschi radi d’alta quota. I suoi colori stagionali e i pascoli sotto le chiome raccontano insieme l’ecologia della montagna e una lunga storia pastorale.

Pernice bianca

La pernice bianca vive sopra il limite del bosco e passa dal bianco invernale a un piumaggio screziato di bruno e grigio. Nel settore del Devero il suo habitat è stato oggetto di ricerche di lungo periodo. Evita di disturbarla, soprattutto sulla neve o nella stagione riproduttiva: è una presenza da tutelare, non un avvistamento da inseguire.

Storie e curiosità

Un bosco modellato dal pascolo

I lariceti del Veglia sono anche un’eredità della vita pastorale. Generazioni di allevatori hanno favorito la chioma leggera e aperta dei larici rispetto ai boschi più fitti di sempreverdi, mantenendo l’erba disponibile sotto gli alberi. Si stima che alcuni esemplari vetusti abbiano diversi secoli. Il giallo autunnale è il colore di una conifera che perde gli aghi, non il segno di un bosco che sta morendo.

Un lago con due storie

Codelago occupa un precedente bacino naturale, ampliato per la produzione idroelettrica. I primi lavori della diga risalgono al 1908–1912, seguiti da un ulteriore innalzamento negli anni Venti. Le dighe visibili raccontano la storia produttiva di questo paesaggio: le sue sponde non sono rimaste intatte nel tempo.

Quando andare

Neve, temporali e luce autunnale

In presenza di neve, consulta il bollettino valanghe di Arpa Piemonte, insieme alle previsioni per la montagna e alle indicazioni locali. Il meteo del paese a valle non descrive necessariamente quello di un valico in quota. Se le condizioni sono dubbie, rimanda i tratti esposti lungo il lago o la traversata del passo; l’assenza di un avviso di chiusura non equivale a una valutazione di sicurezza.

Come arrivare e consigli pratici

Rifugi, pasti e comunicazioni

Il Rifugio Città di Arona è un punto d’appoggio stagionale al Veglia. Un avviso del proprietario datato 15 giugno 2026 segnalava l’assenza di copertura telefonica fissa e mobile sia al rifugio sia nell’alpe, invitando a prenotare tramite [email protected] e avvertendo che la risposta poteva richiedere almeno 24 ore. Prima del viaggio verifica l’apertura e la situazione delle comunicazioni. Al Devero, il Rifugio Castiglioni accoglie richieste di prenotazione; chiedi direttamente la disponibilità di letti e pasti per la tua data. Porta provviste anche se pensi di mangiare al coperto.

Non fare affidamento sul Campeggio Isola

La scheda turistica ufficiale indica il Campeggio Isola al Veglia come temporaneamente chiuso. La relazione annuale del parco documenta gravi danni causati dall’alluvione del 29 giugno 2024. Non arrivare contando su una piazzola e non considerare le generiche schede ricettive una conferma di riapertura: prima di organizzare un soggiorno in tenda, chiedi direttamente al parco.

Piccole soste utili al Devero

Il Museo dell’Alpeggio occupa l’ex stazione della funivia al Devero e, nella stagione di apertura, offre una buona introduzione alla vita pastorale. Chiedi al parco gli orari prima di inserirlo nel programma. Le schede dei percorsi segnalano fontane al Devero, a Cantone e a Crampiolo, ma porta acqua e controlla gli avvisi locali sulla potabilità, senza presumere che ogni fonte sia potabile.

Raggiungere i due punti di partenza

Per il Devero, passa da Baceno e Goglio fino ai parcheggi a pagamento sotto l’abitato. Consulta le informazioni comunali sui parcheggi per la tariffa applicabile. Per il Veglia, passa da Varzo e San Domenico fino a Ponte Campo, dove inizia la camminata. Non impostare il navigatore sulla conca in quota aspettandoti una strada aperta al pubblico.

Al Devero con i mezzi pubblici

Arriva in treno a Domodossola, poi prendi l’autobus Domodossola–Cascata del Toce fino a Baceno e il Prontobus su prenotazione per il Devero. VisitBaceno rimanda all’orario invernale 2026–27, valido dal 14 settembre 2026 al 13 giugno 2027, e indica il numero +39 353 4711605 per informazioni. La scheda regionale richiede la prenotazione entro il giorno precedente. Organizza sia l’andata sia il ritorno e controlla le coincidenze prima di scegliere la camminata.

Autunno 2026: modifiche ai treni per Varzo

Un avviso provinciale segnala quattro corse BLS sostituite da autobus fra Domodossola e Iselle dal 5 ottobre al 27 novembre 2026, con fermate a Varzo e Crevoladossola. Non si tratta della soppressione di tutti i treni. Gli autobus sostitutivi non trasportano biciclette; chi necessita di un viaggio accessibile deve concordare l’assistenza con l’operatore. Consulta l’avviso con le date dell’intervento e verifica la tua corsa specifica.

Informarsi sull’intero tragitto

Prima di una visita con mobilità ridotta, verifica il collegamento dal parcheggio alla piana, lo stato del fondo dopo la pioggia, l’accesso ai servizi igienici e l’eventuale necessità di attrezzatura o assistenza. Il circuito attrezzato del Devero è un buon punto di partenza per chiedere queste informazioni. Né l’accesso al Veglia né il giro completo di Codelago vanno considerati percorribili in autonomia in sedia a rotelle.

Cani e altri animali da compagnia devono essere tenuti al guinzaglio o con sistemi equivalenti di custodia. Dal 1° dicembre al 31 maggio non possono entrare nel territorio del Parco Veglia–Devero, tranne sulla strada H00 da Crampiolo alla diga di Codelago. Verifica anche le norme distinte dell’area contigua lungo tutto il percorso.

Nelle acque del parco sono vietate la balneazione, le immersioni e la navigazione. Sono vietati i voli ricreativi con droni; il regolamento prevede specifiche deroghe per motivi tecnici o professionali.

Il campeggio è generalmente vietato. È tollerato il bivacco occasionale sopra i 2.000 m per una sola notte, montando il riparo dopo le 20:30 e smontandolo prima delle 06:00; è vietato accendere fuochi. Il campeggio attrezzato Isola risulta attualmente chiuso.

Lascia al loro posto piante spontanee, rocce e minerali. Segui i sentieri segnalati e rispetta le limitazioni indicate sul posto. Il regolamento completo del parco precisa le eccezioni e le attività specialistiche.

Ente parco per consigli di visita e avvisi aggiornati

Fonti e link utili

Fauna che potresti avvistare

5

Ogni scheda rimanda a una pagina Esplora completa con foto, caratteristiche e curiosità.

Mappa delle osservazioni di questo luogo

Inizia dalla panoramica, poi ingrandisci per esplorare le singole osservazioni della fauna nei dintorni.

Caricamento della mappa…

Informazioni utili prima della visita

Porta una mappa consultabile senza rete, indumenti impermeabili, capi caldi, cibo e acqua potabile sufficiente; non fare affidamento sull’apertura di un rifugio.

Stabilisci prima di partire l’ora entro cui tornare indietro. Perdere l’ultimo autobus, a questi capolinea di montagna, può essere un problema concreto.

Resta sui sentieri esistenti vicino alle torbiere e ai prati umidi e lascia spazio agli animali al pascolo.

Usa il binocolo, senza avvicinarti agli animali selvatici né seguirne i richiami.

Domande frequenti

Considerali due visite distinte. Si raggiungono da strade diverse e il collegamento a piedi attraversa terreno d’alta montagna. Anche spostarsi in auto passando per le valli richiede tempo. Se hai una sola giornata, scegli una conca.
Solo se sono già abituati a camminate impegnative in montagna e ai tratti esposti. Per una giornata più semplice, fermati a Crampiolo o all’estremità più vicina di Codelago e torna indietro senza impegnarti nel giro fino alla sponda opposta.
Sì. Ce n’è uno lungo il circuito della conca del Veglia e un altro nella zona Devero–Crampiolo. Controlla a quale valle si riferiscono la descrizione del percorso e la mappa.
Porta con te le informazioni necessarie anche senza connessione e un po’ di contanti. In particolare, prima di contare su una telefonata per prenotare o chiedere aiuto, controlla l’avviso datato sulle comunicazioni al Veglia riportato nella sezione sui rifugi.

Osservazioni recenti in questo luogo

Le osservazioni recenti appariranno qui man mano che ne verranno aggiunte.

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