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Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Il parco comprende boschi gestiti, pascoli e riserve naturali.

Informazioni

Il parco comprende boschi gestiti, pascoli e riserve naturali. Antichi diritti e attività quotidiane continuano a modellare il paesaggio. Da Fiames si accede agli ambienti di fondovalle; Ra Stua è il punto di partenza per camminate fra pascoli e boschi; i laghi di Fòses richiedono un impegno ben maggiore. A nord confina con il Parco di Fanes-Senes-Braies: un’escursione lunga può quindi portarti in un’altra area protetta. [Esplora il sito ufficiale del parco](https://www.dolomitiparco.com/). Non dimenticare l’app naturalistica Snappit per scoprire le specie locali.

Il parco regionale è stato istituito il 22 marzo 1990 sui terreni delle Regole d’Ampezzo, le storiche istituzioni della comunità che amministrano boschi e pascoli collettivi. Questo legame spiega un aspetto importante della visita: qui la tutela comprende anche boschi utilizzati e terreni da pascolo, accanto alle riserve naturali. I prati aperti raccontano il territorio quanto le pareti rocciose. [Leggi la storia del parco](https://www.parks.it/parco.dolomiti.ampezzo/par.php).

Cosa fare qui

Per una prima visita, scegli una delle tre passeggiate qui sotto e lascia tempo per un pranzo tranquillo o un rientro senza fretta. Il binocolo può essere utile anche nelle uscite brevi, ma l’incontro con gli animali va considerato una sorpresa in più. Se ti interessano soprattutto arrampicata, vie ferrate o traversate in quota, organizzale a parte, con esperienza, attrezzatura e consigli locali adeguati: non sono il semplice proseguimento di una passeggiata in valle.

Informazioni stagionali

Controlla le condizioni per il giorno e la quota della tua uscita. Neve e ghiaccio possono cambiare completamente la difficoltà di un normale sentiero: un itinerario estivo non è automaticamente consigliato anche d’inverno. Consulta le [previsioni ARPAV per la montagna](https://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/bollettini/meteo/dolomiti), verifica la data del bollettino e chiedi consiglio sul posto se c’è neve.

Accessibilità

Il parco indica Pian de ra Špines come accessibile alle persone con disabilità motorie. È un’informazione utile da cui partire, ma non una verifica dettagliata dell’accessibilità. Prima di decidere, chiedi informazioni aggiornate su fondo, pendenze, accessi ai ponti, parcheggi e servizi igienici adatti alle tue esigenze. Il breve anello di Ra Stua è un sentiero escursionistico e non è stato verificato come accessibile in sedia a rotelle.

Da non perdere

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Un percorso vicino al fiume intorno a Pian de ra Špines, con meno salita rispetto agli itinerari in quota.

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I pascoli e i boschi di Ra Stua, dove anche un breve anello può diventare un’uscita appagante.

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La conca dei laghi di Fòses, una zona umida d’alta montagna con un avvicinamento impegnativo.

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Un paesaggio modellato da antichi mari e da secoli di gestione collettiva del territorio.

Passeggiate e itinerari

Pian de ra Špines: una passeggiata lungo il fiume a bassa quota

Per il circuito intorno alla piana alluvionale del Boite, a nord di Cortina, il parco indica 8 km, 100 m di dislivello e circa 2 ore. Sceglilo per il paesaggio fluviale: acqua e canali ghiaiosi fanno parte di una piana in continua evoluzione. Aggiungi il tempo per le soste e ricorda che “a bassa quota” non rende breve una camminata di 8 km. Consulta gli itinerari ufficiali di fondovalle.

L’ente gestore lo descrive come accessibile alle persone con disabilità motorie; l’idoneità per ciascuno dipende comunque dalle condizioni attuali e dagli ausili utilizzati.

Pian de ra Špines: una passeggiata lungo il fiume a bassa quota

Ra Stua: un breve anello fra pascoli e boschi

Il sito turistico ufficiale di Cortina propone un anello di 3,8 km dal parcheggio di Malga Ra Stua, con 102 m di salita, 103 m di discesa e 1 ora e 5 minuti di cammino. Segue il sentiero 6, una deviazione verso il bivio per Lerosa e il Vallon Scuro, quindi si ricollega al sentiero 9 e alla zona delle sorgenti del Boite, prima di rientrare attraverso i pascoli. Segui il percorso descritto e la segnaletica presente: i soli nomi dei luoghi non bastano per orientarsi. Leggi la descrizione ufficiale del breve anello.

È l’opzione escursionistica meno impegnativa una volta raggiunta la malga. La salita da Sant’Uberto va aggiunta; non sono state verificate l’assenza di gradini o l’idoneità ai passeggini.

Ra Stua: un breve anello fra pascoli e boschi

Laghi di Fòses: dedica una giornata alla montagna

Per escursionisti esperti, con tempo stabile e terreno senza neve, il parco indica per l’uscita ai laghi di Fòses 10,5 km, 560 m di dislivello e 5 ore. Nella conca d’alta quota, strati ricchi di argilla trattengono l’acqua in un paesaggio carsico, consentendo la presenza di laghi e torbiere. È una meta interessante per chi ama gli ambienti naturali, ma la sintesi pubblicata non è una guida completa al percorso: prima di partire, conferma con il parco il tracciato preciso e il punto di partenza. Consulta gli itinerari ufficiali della Croda Rossa.

Metti in conto un’escursione di montagna impegnativa. Non è l’alternativa a basso sforzo o accessibile; considera anche l’avvicinamento e un rientro più lento.

Laghi di Fòses: dedica una giornata alla montagna

Una prima giornata da godersi senza fretta

Se vuoi mantenere flessibile il programma, dedica l’uscita principale al fondovalle; in alternativa raggiungi Ra Stua abbastanza presto da percorrere il breve anello senza guardare continuamente l’orologio. Conta sul pranzo solo dove l’apertura è confermata e privilegia un rientro semplice. Il secondo giorno puoi valutare Fòses, se tutti hanno apprezzato la prima camminata e le previsioni consentono un impegno più lungo. Non occorre concentrare fondovalle, laghi in quota e una ferrata nella stessa visita.

Attività da provare

Muoversi con rispetto in un paesaggio vissuto

Lascia spazio agli animali al pascolo e i cancelli come li trovi. Se pedali, segui la rete ciclabile segnalata dal parco: un sentiero largo non è automaticamente aperto alle biciclette. L’uso dei droni è soggetto a un regolamento specifico del parco, quindi non considerare un prato tranquillo come un punto di decollo consentito. Leggi le regole del parco.

Geologia in paese, quando riaprirà il museo

Il Museo paleontologico Rinaldo Zardini di Cortina collega le montagne circostanti alla vita marina fossile. È un’alternativa interessante quando le condizioni non sono adatte alle escursioni, ma il 19 ottobre 2026 il sito del museo lo indicava come chiuso, con riapertura prevista a dicembre. Verifica prima di andarci: nel frattempo non è un’opzione su cui contare per una giornata di pioggia. Consulta le informazioni di apertura del museo.

Fauna, flora e habitat

Merlo acquaiolo

Il parco segnala Cinclus cinclus lungo i corsi d’acqua più vivaci. Da un sentiero, cerca un uccello dalla sagoma compatta che si muove fra i sassi o si tuffa nella corrente. Mantieniti lontano dal bordo dell’acqua e non entrare in una valle chiusa per cercarlo.

Marmotta alpina

Marmota marmota vive in gruppi familiari e trascorre l’inverno in letargo. Il parco la associa alle praterie d’alta quota, fra cui quelle di Lerosa. Osserva da lontano ciò che si muove nei prati, senza avvicinarti alle tane né offrire cibo.

Stambecco alpino

La popolazione di stambecchi della Croda Rossa racconta una storia di conservazione: Capra ibex è stato reintrodotto negli anni Settanta e il nucleo è stato rafforzato dopo un successivo calo. L’incontro non è mai garantito. Se vedi degli animali, osservali a distanza, senza abbandonare il sentiero o attraversare pendii ripidi per una fotografia più ravvicinata.

Aquila reale

Aquila chrysaetos caccia sui versanti e sui pascoli delle montagne ampezzane. Scruta il cielo e i pendii lontani con il binocolo. Se vedi un’aquila vicino a una parete, goditi la scena da dove ti trovi e non disturbare le cenge che potrebbero ospitare un nido.

Lepre variabile

Lepus timidus cambia il mantello in inverno e sfrutta i ripari fra le rocce in quota. Il parco ne descrive l’habitat al di sopra del limite del bosco. Se un animale scompare dietro un masso, lascialo al riparo anziché cercare di farlo uscire.

Storie e curiosità

Un fondale marino sopra la testa

Le pareti chiare conservano una storia marina. Strati di sedimenti carbonatici si sono trasformati nella roccia chiamata Dolomia Principale; depositi successivi testimoniano mari più profondi, fra cui i calcari con ammoniti. Intorno a Ra Stua, depositi cretacei molto più giovani hanno restituito resti di squali. Non serve riconoscere ogni strato per apprezzare le differenze di colore e struttura. Lascia i fossili al loro posto: qui si osserva il paesaggio, senza raccoglierne pezzi.

Piccole piante, grande valore naturalistico

La pianta simbolo del parco è Sempervivum dolomiticum, una piccola succulenta legata agli altopiani calcarei delle Dolomiti. Le sue rosette compatte ricordano che spesso le meraviglie alpine sono vicine al suolo. Osservale dal sentiero e fotografale senza spostare piante o pietre. La conca di Fòses offre un altro contrasto: terreni umidi d’alta quota che trattengono acqua in un ambiente calcareo altrimenti molto permeabile.

Perché un albero vecchio è prezioso

Nel bosco di Rudo, sopra la conca di Ra Stua, gli alberi vecchi offrono un ambiente adatto a uccelli specializzati, fra cui picchi e piccoli rapaci notturni. Un tronco morto ancora in piedi è un habitat utile, non semplicemente una parte disordinata del bosco. Camminare in silenzio e non disturbare le cavità di nidificazione conta più del tentativo di ottenere un avvistamento a tutti i costi.

Quando andare

Se cambia la giornata, cambia programma

Prima di partire individua un’alternativa più bassa e breve. Se le nuvole nascondono il percorso, arrivano i tuoni o il sentiero diventa ghiacciato, tornare indietro è una buona decisione di montagna. Un rifugio, un ponte o un impianto indicato sulla carta non garantiscono una via di rientro utilizzabile. Controlla di nuovo le previsioni la mattina dell’escursione, senza affidarti soltanto a quelle lette al momento della prenotazione.

Come arrivare e consigli pratici

Ristoro, servizi igienici e pernottamento

Malga Ra Stua offre ristorazione e alloggio, ma la stagione estiva 2026 pubblicata dal gestore è terminata l’11 ottobre, con successive aperture nei fine settimana: verifica direttamente il giorno che ti interessa. Al momento del controllo, le date invernali erano ancora in aggiornamento. Non fare affidamento su un rifugio per acqua, un pasto o un bagno senza averne verificato l’apertura. Per pernottare, prenota nella struttura scelta e concorda le modalità di arrivo prima di metterti in cammino. Controlla le informazioni aggiornate di Ra Stua.

Chiedi al parco informazioni sul tuo itinerario

Per le condizioni dei sentieri, le opzioni accessibili e gli accessi stagionali, contatta il parco al +39 0436 2206 o attraverso il sito ufficiale. Indica il nome del percorso, la data e le eventuali esigenze di mobilità. Una domanda precisa sull’anello che vuoi percorrere è molto più utile di una generica richiesta sull’apertura del “parco”.

Come raggiungere Fiames e Ra Stua

Cortina è una base comoda. L’orario urbano 2026–27 pubblicato include la linea 1 per Fiames; verifica il giorno di servizio e il ritorno negli orari Dolomiti Bus. In auto, la strada di accesso a Ra Stua si stacca dalla SS51 a Sant’Uberto. Da lì il rifugio indica un avvicinamento a piedi di circa 3 km e 332 m di salita, da aggiungere alle eventuali passeggiate in quota. Le limitazioni stagionali possono impedire di raggiungere la malga con l’auto privata; il gestore segnala una navetta privata estiva da Fiames. Conferma date di servizio, punto di partenza, tariffa e ultima corsa di ritorno. Non usare un vecchio orario estivo per un’uscita a ottobre.

Valuta bene lo sforzo richiesto

Se 8 km sono troppi, chiedi al parco un tratto più breve adatto alle tue esigenze, da percorrere in andata e ritorno, anziché improvvisare una scorciatoia attraverso la piana del fiume. Per Ra Stua, organizza prima l’accesso: una breve passeggiata in alto può richiedere comunque un lungo avvicinamento in salita. Trasporti accessibili, servizi igienici e assistenza non sono stati verificati in modo indipendente: chiarisci questi aspetti prima di partire.

Informazioni per la visita

Chiusura importante: verifica del 19 ottobre 2026

Il sentiero 401 in Val Travenanzes, l’area della Cengia Paolina e i relativi accessi sono chiusi in base all’ordinanza comunale 171 del 4 ottobre 2026, emessa dopo un’importante frana dalla Tofana di Dentro. Non è stata verificata alcuna riapertura. Non programmare traversate in questa zona e non aggirare una barriera seguendo una vecchia descrizione. Leggi l’avviso di chiusura del parco e, prima della visita, controlla se il Comune ha pubblicato provvedimenti successivi.

Fonti e link utili

Fauna che potresti avvistare

5

Ogni scheda rimanda a una pagina Esplora completa con foto, caratteristiche e curiosità.

Mappa delle osservazioni di questo luogo

Inizia dalla panoramica, poi ingrandisci per esplorare le singole osservazioni della fauna nei dintorni.

Caricamento della mappa…

Informazioni utili prima della visita

Porta acqua, cibo, indumenti caldi e un impermeabile anche se pensi di mangiare in rifugio. Verifica a parte che il rifugio sia aperto.

Tieni i cani al guinzaglio, riporta a casa i rifiuti e lascia al loro posto fiori, funghi, fossili e reperti bellici.

Decidi prima di partire l’ora entro cui tornare indietro, soprattutto se il rientro dipende da un autobus o da una navetta.

Salva il percorso e una carta escursionistica adatta per consultarli anche senza connessione. Una breve descrizione non sostituisce le indicazioni dettagliate per orientarsi.

Domande frequenti

No. Questo è il parco naturale regionale immediatamente a nord di Cortina d’Ampezzo, interamente compreso nel territorio comunale, in provincia di Belluno, Veneto. Il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi è un’altra area protetta. Anche il vicino Parco di Fanes-Senes-Braies è distinto.
Fiames è servita dalla linea urbana 1 di Cortina. Controlla gli orari aggiornati sia per l’andata sia per il ritorno e la distanza fra la fermata e l’effettivo punto di partenza della passeggiata. Per raggiungere Ra Stua serve un ulteriore avvicinamento: non dare per scontato che l’autobus urbano arrivi fino alla malga.
In bicicletta segui soltanto i percorsi consentiti indicati sulla carta del parco; i sentieri escursionistici non sono aperti alle mountain bike. Nel parco è vietato campeggiare con tende o camper. Scegli strutture autorizzate o campeggi esterni al parco e verifica direttamente la prenotazione se intendi dormire in rifugio.
Il parco descrive il circuito completo di canyon e cascate come in parte attrezzato e impegnativo. Non considerare ogni tratto un normale sentiero. Chiedi al parco quali accessi e sezioni siano attualmente percorribili, soprattutto alla luce della chiusura degli accessi alla Val Travenanzes. Per una prima uscita semplice da organizzare, scegli un altro settore.
Le pagine del parco consultate non riportano un obbligo generale di prenotazione dell’ingresso. Questo non chiarisce eventuali costi di parcheggi, navette, rifugi, musei o attività guidate. Verifica ciascun servizio separatamente e ricorda che una prenotazione a pagamento non autorizza a percorrere un sentiero chiuso.

Osservazioni recenti in questo luogo

Le osservazioni recenti appariranno qui man mano che ne verranno aggiunte.

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